COME PROGETTARE UNA ZONA GIORNO OPEN SPACE

Come progettare una zona giorno open space

L’espressione inglese open space viene utilizzata spesso per indicare l’ambiente unico in cui una cucina si apre a vista sul soggiorno, senza muri divisori.

 

 

Zona giorno open space 

Cosa vuol dire open space?

L’espressione inglese open space si riferisce a uno spazio senza nessuna o con minime separazioni tra varie aree funzionali.

In genere il termine viene utilizzato per indicare l’ambiente unico in cui la cucina si apre a vista sul soggiorno.
In questo caso, le diverse aree funzionali sono:
• ingresso
• soggiorno
• zona pranzo
• cucina.

La zona giorno open space è una soluzione ampiamente diffusa e apprezzata nell’arredamento degli appartamenti moderni.

L’ambiente unico presenta però i suoi pregi e i suoi difetti. L’adozione di questa scelta andrà fatta in base alle proprie preferenze, anche se a volte può risultare una scelta obbligata.

Open space o ambienti separati?

Tra i vantaggi dell’assenza di nette separazioni nella zona giorno, troviamo:

• maggiore convivialità: la mancanza di pareti consente infatti il contatto visivo e il rapporto diretto tra gli ospiti e chi è impegnato a lavorare in cucina, un atteggiamento molto più consono a uno stile di vita moderno e informale
• più spazio: l’unione delle diverse funzioni in un solo ambiente dona più spazio a ciascuna
• maggiore luminosità: la mancanza di separazioni fisiche tra gli ambienti determina una maggiore luminosità e ariosità del locale, rendendolo più confortevole.

Questi invece i possibili svantaggi:

• mancanza di privacy: la completa apertura della cucina sullo spazio living la espone a qualunque sguardo indiscreto; se quindi si ha la cucina in disordine o non si ama essere osservati mentre si lavora, non è esattamente la soluzione più adatta
• diffusione dei cattivi odori: una buona cappa aspirante e una corretta aerazione dei locali contribuiscono a smaltire velocemente gli odori e i fumi della cucina; è però inevitabile che si diffondano in tutto l’open space.

Non mancano naturalmente le vie di mezzo. Non sono un’accanita sostenitrice degli open space, quindi suggerisco quando possibile soluzioni che permettano di separare i locali solo all’occorrenza. Si possono usare porte, pannelli o vetrate scorrevoli.

Come creare una zona giorno open space dove non esiste

Gli appartamenti moderni sono spesso già realizzati con una zona giorno open space. Quelli più datati invece sono suddivisi in maniera tradizionale, con pareti divisorie tra ingresso, soggiorno e cucina.

Con un intervento di ristrutturazione si possono eliminare tali partizioni creando un ambiente unico.
L’operazione può sembrare semplice ma in realtà richiede preventivamente le opportune verifiche statiche e urbanistiche.

Dal punto di vista strutturale, un tramezzo dello spessore di 10 – 12 cm non ha una funzione portante per cui, di solito, può essere demolito e rimosso.

Quando lo spessore supera i 12 cm, invece, la parete ha una funzione portante, per cui non potrà essere demolita ma al massimo vi si potrà praticare un’apertura più o meno grande, a seconda delle caratteristiche.

In ogni caso, sarà indispensabile un sopralluogo del tecnico per le verifiche del caso. Non dimenticate infatti che in determinate circostanze, col passar del tempo, anche un semplice tramezzo può acquisire una funzione portante, per cui prima di rimuoverlo andranno adottati gli opportuni accorgimenti.

Altra verifica da affrontare è la presenza, nella parete da demolire, di eventuali impianti. In caso affermativo si potrà agire in due modi:
• con la demolizione parziale del muro, lasciando intatte le porzioni che contengono gli impianti
• spostando gli impianti in altra sede.

Oltre ai controlli di carattere tecnico, andranno affrontati quelli di carattere urbanistico.

In particolare, bisognerà verificare i rapporti aeroilluminanti del nuovo ambiente unico in progetto. Tale parametro, che esprime il rapporto tra la superficie di pavimento e quella finestrata, può variare da Comune a Comune, ma è in genere fissato a 1/8.

 

Come arredare una zona giorno open space

La prima regola da seguire per arredare una zona giorno open space è quella di scegliere uno stile di proprio gradimento e adottarlo in tutte le aree funzionali.
Questo aspetto è determinante per conseguire una coerenza stilistica complessiva ed evitare di scadere nel cattivo gusto.

Naturalmente lo stile più adatto a un ambiente di questo tipo è quello contemporaneo ma, con i dovuti accorgimenti, nulla vieta di optare per uno più tradizionale, come quello rustico o shabby chic.

In realtà classico e moderno, rustico e minimalista, possono convivere anche perfettamente nello stesso ambiente, ma devono essere sapientemente mixati e non essere utilizzati esclusivamente per una sola area.

Una volta individuato lo stile, puntate sui colori, scegliendone uno o due al massimo in toni neutri. D’altro canto, la differenza potrà essere fatta con i complementi d’arredo, a cui potrete destinare la scelta di colori più brillanti e fantasie.

Non esagerate con la quantità di mobili, considerando che quelli fondamentali saranno:
• tutti i mobili della cucina
• tavolo da pranzo con sedie
• divano e poltrone
• mobile TV.

La sfida in un open space è infatti quella di creare un ambiente ampio ma non dispersivo e di lasciare la visuale libera senza appesantirla con troppi elementi.

Poiché la cucina resterà a vista sarà meglio scegliere contenitori chiusi e compatti, per evitare di lasciare pentole e stoviglie in evidenza.

Come dividere le aree funzionali di una zona giorno open space

Non essendoci muri, in un open space bisognerà ricorrere ad altri artifici per individuare le diverse aree funzionali. In primis, si possono utilizzare i mobili stessi.

La divisione tra cucina e soggiorno può essere fatta, ad esempio, utilizzando il divano oppure l’isola o la penisola della cucina stessa.

Può essere fatta anche utilizzando mobili alti, come scaffali e librerie double face, utilizzabili da entrambi i lati, o paraventi. Scartate però questa soluzione se lo spazio non è complessivamente troppo ampio e preferite invece mobili bassi.

Un’altra soluzione può essere quella di utilizzare materiali diversi per la pavimentazione delle varie aree.
In una zona giorno con parquet, utilizzare la ceramica per il pavimento della cucina sarà utile non solo per distinguere le due zone, ma anche per destinare alla cucina una superficie meno delicata da pulire.

In alternativa, su un pavimento realizzato con un solo materiale, potrete differenziare la zona conversazione dalla zona pranzo utilizzando due tappeti di forma e dimensioni differenti, ma con le stesse fantasie.

Rispondi